«Il Natale ci ricorda che nulla è impossibile a Dio»

Nonostante l’agenda fitta di impegni, il vescovo non ha voluto mancare l'appuntamento, dedicando tutto il tempo necessario a portare conforto a chi soffre.

Un’antivigilia di Natale particolarmente toccante quella trascorsa alla Residenza Sanitaria Assistita di Santa Rufina. A dire messa e fare gli auguri agli ospiti è arrivato il sorriso del vescovo Domenico, sempre vicino alle persone malate, specialmente nei momenti di festa che talvolta acuiscono solitudini e disabilità.

«Viva il vescovo!» applaudono i pazienti, accuditi da parenti ed amici a ridosso delle festività, e l’emozione diventa palpabile. Monsignor Pompili, nonostante l’agenda fitta di impegni, non ha voluto mancare questo appuntamento, dedicando tutto il tempo necessario a portare un piccolo conforto a chi soffre.

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Dopo la celebrazione eucaristica il vescovo ha voluto ascoltare le esigenze e gli auguri di tutti, visitare tutti i piani e fare foto con gli operatori socio sanitari della struttura. «Con qualche ora di anticipo celebriamo il Natale» ha detto riprendendo il Vangelo dell’Annunciazione e soffermandosi in particolare sulla protagonista del primo Natale, Maria alle prese con tre momenti, quello del silenzio, dell’ascolto e della docilità. «Il silenzio di Maria – spiega il vescovo – è carico di qualcosa di importante, come quando davanti ad una grande emozione la parola viene meno. È il silenzio dello stupore e della meraviglia. Poi c’è l’ascolto: anche Maria ha corso il rischio di non comprendere, la sua era tutt’altro che una condizione tranquilla. A darle coraggio quel nulla è impossibile a Dio che le risuona dentro. Il Natale serve a ricordarci questo. Con l’età capiamo che siamo sempre meno nelle possibilità di fare ciò che vogliamo: chi può dirlo meglio di voi. Ma il senso del Natale, quel “nulla è impossibile a Dio”, offre tranquillità. La docilità è quella di chi si affida, si abbandona alla Sua volontà. Questo chiediamo, non un augurio generico, ma centrato sull’affidarsi a Dio che viene a noi».

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Dopo la liturgia, celebrata insieme al parroco di Santa Rufina don Emmanuele Dell’Uomo d’Arme, il cappellano della Rsa Arnaldo Proietti Nazzareno Iacopini, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute, spazio ai sorrisi ed alla festa. Panettone, pandoro, torrone e spumante allestiti in un tavolo all’entrata della struttura, per far sì che tutti si riunissero in un momento di augurio condiviso.

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A coloro che non hanno potuto agevolmente avviarsi verso il rinfresco, il vescovo ha portato personalmente i vassoi con i dolciumi. Uno ad uno, carezza dopo carezza, lacrima dopo lacrima. E senza fotografi. Perché ci sono momenti che non devono rimanere impressi in altri luoghi se non nei cuori delle persone che li condividono.

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