il Messaggero

Mercoledì 8 Novembre 2017

 

Rieti, la RSA è pronta ma la burocrazia blocca l’apertura da due anni

L’inconcludenza della politica, la burocrazia, le lentezze amministrative, l’impotenza o l’incapacità di chi potrebbe e non fa. Sono diverse le cause alla base di una vicenda che,  a  quasi  due  anni  dal  completamento  della  Residenza Sanitaria Assistita Città di Rieti, vede ancora lontano il giorno dell’inaugurazione.

 

LA STORIA

“Bastava un atto politico per spazzare via questo problema” tuona Vincenzo Latini, amministratore della Soratte Due, che nel 2013 si è aggiudicato il bando e  che  a  Santa  Rufina  gestisce  un’altra  Rsa.  Il  bando  prevede  la  gestione  della struttura di via Palmiro Togliatti, da 60 posti letto, per 35 anni. Latini ripercorre desolato gli ultimi cinque: “A disposizione   c’erano poco più di un milione e mezzo di euro, noi ne abbiamo dovuti spendere quasi tre. Abbiamo trovato una struttura fatiscente e dovuto rifare bagni, solai, finestre e coperture”. Questi e altri imprevisti hanno portato a  lievitare  la  spesa, affrontata dal concessionario, la Soratte Due srl. La  struttura  è  stata  completata  all’inizio  del  2016.  Nel  maggio  dello scorso anno la Asl di Rieti ne ha accertato i requisiti. Ad agosto la Regione ha completato positivamente le  istruttorie accertando l’idoneità. Ha preso così il via l’iter delle autorizzazioni. Ma a questo punto è emerso che il collaudo tecnico amministrativo della Provincia di Rieti non era ancora stato fatto.

 

LA SITUAZIONE

“Ciò ha bloccato tutto l’iter di accreditamento – racconta Latini – da settembre dello scorso anno la Provincia sta ancora approntando la documentazione mancante, ho inviato numerose lettere di sollecito e minacce di risarcimento danni. Ho scritto a Melilli, Refrigeri, Mitolo, Zingaretti. La questione non interessa a nessuno, c’è un completo disinteresse mostrato dai politici, destra e sinistra sono rimasti tutti a guardare”. La Asl invece spinge per l’apertura, perché a disposizione ci sono anche dieci posti per malati intensivi, gravi e gravissimi.

“Se riuscissimo ad aprire entro il 31 dicembre 2017 - aggiunge Latini – potremmo usufruire delle agevolazioni legate alla Zona Franca Urbana, che prevede diversi  benefici  come  l’esenzione  dalle  imposte  sui  redditi,  dall’Irap,  dall’Imu  e l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente”. La struttura è completa e arredata di tutto punto, tenuta in perfette condizioni da un custode, presente 24 ore su 24.

Due piani, camere singole e triple, tutte con bagno e poi diverse sale da pranzo, cucina, palestre, sale soggiorno, gioco e tv, bar, sala lettura e sala musica,  parrucchiera,  podologo  e  barbiere,  lavanderie,  spogliatoi,  depositi,  medicherie, ambulatori. Tutto è perfettamente funzionante. C’è anche una piccola chiesa, adiacente la struttura e la camera mortuaria. Questo ritardo sta provocando danni non solo alla Soratte Due, ma anche alle decine di persone contattate per essere impiegate a lavoro e ancora in attesa, ai malati e alle loro famiglie.

LA PROVINCIA PROMETTE

“So di aver perso credibilità – commenta dalla Provincia il dirigente tecnico Sandro Orlando -  ma  questa  volta  voglio mettermi personalmente in discussione. Entro novembre riusciremo a consegnare alla Regione  il  collaudo.  Si  sono succeduti due committenti diversi, la Provincia e la  Soratte  Due,  quattro  o  cinque  ditte.  Centinaia  di  carte  per rendicontare tutte le spese. L’architetto Giancarlo Cricchi sta collazionando tutto per fare un unico elaborato di collaudo. Speriamo di festeggiare il Natale con l’apertura della struttura”.  Latini  però,  che  questa  storia  dice  di  averla  sentita almeno una decina di volte, non ci crede più.

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